2017-2032: 46 miliardi di investimenti per lo sviluppo del Paese

Con la legge di bilancio approvata a dicembre scorso, Governo e Parlamento hanno ricavato un enorme fondo di 46 miliardi di euro per finanziare opere ed investimenti infrastrutturali da qui al 2032. Questa cifra è stata suddivisa tra i vari ministeri, ciascuno dei quali ha stabilito delle priorità: trasporto pubblico locale e ferroviario, sicurezza stradale, manutenzione della rete idrica, risanamento ambientale e bonifiche, difesa del suolo e interventi contro il dissesto idrogeologico, ricerca scientifica e tecnologica, informatizzazione dell’amministrazione giudiziaria, messa in sicurezza degli edifici pubblici e prevenzione del rischio sismico, rimozione di barriere architettoniche, riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie.

Per il 2017 i soldi resi disponibili sono 1 miliardo e 160 milioni, che aumentano a 2 miliardi e 760 milioni nel 2018, a 3 miliardi e 160 milioni nel 2019, e via di questo passo. In particolare, per quanto riguarda i due ministeri di riferimento della mia commissione – MIUR e MIBACT – gli stanziamenti sono cospicui e finalizzati a settori significativi.

Per proseguire l’opera mastodontica di messa in sicurezza e ristrutturazione degli edifici scolastici, iniziata in questa legislatura e trattata come una delle principali priorità del Paese, verranno utilizzati 341 milioni di euro in 16 anni, di cui 48 nel 2017, 103 nel 2018 e 133 nel 2019. Inoltre, per cercare di far fronte ad uno dei vulnus più gravi del nostro patrimonio edilizio, ovvero l’elevato rischio sismico, vengono stanziati ulteriori 972 milioni nei prossimi 16 anni, a cominciare dal 2017 con 242 milioni.

Aggiungo anche che poche settimane fa, con l’approvazione da parte del Parlamento della cosiddetta “manovrina” (o decreto enti locali), sono stati assegnati al MIUR ulteriori risorse per finanziare interventi di edilizia scolastica sugli edifici di proprietà delle province e delle città metropolitane: 64 milioni nel 2017, 118 milioni nel 2018, 80 milioni nel 2019 e 44 milioni nel 2020, per un totale di 306 milioni in quattro anni.

Sul fronte beni culturali invece, le somme che vengono stanziate (200 milioni dal 2017 al 2032) serviranno a finanziare opere di restauro e valorizzazione di luoghi della cultura e complessi monumentali, oltre a lavori di installazione di dispositivi di sicurezza anti-intrusione e anti-incendio e per la rimozione di barriere architettoniche in musei, archivi e biblioteche di proprietà pubblica. Similmente a quanto programmato nel campo dell’edilizia scolastica, anche per il patrimonio edilizio del MIBACT vengono stanziati ulteriori 372 milioni per specifici interventi di prevenzione del rischio sismico, in particolare nelle zone del centro Italia recentemente colpite dal terremoto.

Si aggiungono poi altri 25 milioni, sempre gestiti dal MIBACT, che saranno impiegati per investimenti in riqualificazione urbana di edifici pubblici siti nelle periferie delle città metropolitane e dei capoluoghi di provincia, andando così ad ampliare il Programma straordinario di intervento sulle periferie già avviato dal Governo nel 2016 e finanziato con diverse centinaia di milioni.

Infine, tornando al MIUR, importanti risorse vengono stanziate anche in ambito di ricerca scientifica e tecnologica, per un totale di 1 miliardo e 270 milioni da qui al 2032.

Quindi, ricapitolando: nei prossimi 16 anni, il MIUR dovrà gestire oltre 2 miliardi e mezzo per investimenti in ricerca e in edilizia scolastica (a cui si aggiungono 300 milioni del decreto enti locali), mentre il MIBACT quasi 600 milioni per opere di restauro e messa in sicurezza del nostro patrimonio artistico e culturale. Cifre importanti, che dimostrano come la volontà di lavorare per programmazione e risolvere le tante criticità che quotidianamente vengono segnalate sia estremamente chiara. Bisogna continuare su questa strada.