“Quanti alberi sono stati piantati dal 2013 per ogni bambino nato in Italia?”

Quest’anno la legge n. 113 del 29 gennaio 1992, intitolata “Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato”, compie 25 anni. Personalmente, la considero tra le idee più positive che il Parlamento ha partorito nel recente passato, perché il messaggio che lancia è un messaggio di speranza: per ogni bambino che nasce, un nuovo albero viene piantato. Due nuove vite che iniziano a crescere insieme.

Dal 2013, la piantumazione di un nuovo albero per ogni nuovo nato è diventata obbligatoria per i comuni sopra i 15.000 abitanti grazie alla legge 10/2013, che peraltro allarga questa pratica non solo ai neonati residenti nel territorio comunale ma anche ai bambini adottati. La legge suggerisce di mettere a dimora piante autoctone e istituisce la Giornata Nazionale dell’Albero il 21 novembre, con lo scopo di valorizzare la tutela del patrimonio arboreo e boschivo italiano. Inoltre, i comuni sono tenuti a censire e classificare gli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica, predisponendo il “bilancio arboreo” da allegarsi al bilancio di fine mandato del sindaco, con il quale viene rendicontata la consistenza e lo stato di manutenzione del patrimonio verde di competenza comunale.

Ritengo che questa normativa, oltre ad avere un valore simbolico, assuma anche un significato concreto perché il rimboschimento e la cura delle piante sono tra le azioni previste dalle varie strategie nazionali ed internazionali per la tutela dell’ambiente ed il miglioramento della qualità dell’aria – che nelle città della Pianura Padana in particolare ha raggiunto livelli preoccupanti. Su tutti, voglio citare l’Obiettivo 15 (difesa della flora e della fauna terrestre) dell’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile 2030, lanciata dall’ONU e che coinvolge anche l’Italia.

Tutti dunque sono chiamati a fare la propria parte a favore dell’ambiente, le pubbliche amministrazioni in primis. Per questo ho chiesto al Ministro dell’Ambiente, con una interrogazione depositata questa mattina, quanti alberi sono stati piantati per ogni bambino nato in Italia dal 2013 ad oggi, con particolare riferimento alle città del Veneto. Credo sia utile capire se la legge in vigore viene rispettata e anche se siano previste e realmente applicate delle misure per quelle amministrazioni che per negligenza o sottovalutazione non avessero ottemperato agli obblighi previsti.

Infine, sono del parere che sia doveroso estendere questa buona pratica a tutti i comuni, non solo a quelli sopra i 15.000 abitanti, riprendendo quindi la formulazione originaria della legge del 1992. Ma per fare questo serve una modifica legislativa di cui mi farò promotrice con il primo provvedimento utile. Con la convinzione che prendersi cura dell’ambiente passa anche da qui.