“Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario, chiederò piena luce anche su Crediveneto”

È stata approvata mercoledì alla Camera, in via definitiva, la legge che istituisce una “commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario”.

Istituita ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione con i poteri e le limitazioni dell’autorità giudiziaria, la commissione dovrà, entro la fine della legislatura, produrre una relazione che faccia piena luce degli effetti della crisi finanziaria globale sul sistema bancario e finanziario e, quindi su tutti quegli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto, destinatari, anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o posti in risoluzione.

L’articolo 3 della legge elenca 4 filoni guida dell’attività della commissione:

  1. A) gli effetti sul sistema bancario italiano della crisi finanziaria globale e, in conseguenza, sull’aggravamento del debito sovrano;
  2. B) la gestione degli istituti bancari coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto;
  3. C) l’efficacia delle attività di vigilanza sul sistema bancario e i mercati finanziari;
  4. D) l’adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare, nazionale ed europea, sul sistema bancario e finanziario, nonché sulle attività di vigilanza.

“Anche se tardivamente, il Parlamento formalizza la sua volontà di fare piena luce su tutta una serie di vicende che hanno sconvolto il sistema bancario italiano e dilapidato i risparmi di tante famiglie e cittadini che hanno visto andare in fumo i sacrifici di una vita” dichiara l’on. Giulia Narduolo.

Accanto ai casi più eclatanti – Montepaschi, Banca Etruria, Popolare di Vicenza, Veneto Banca – esistono casi meno trattati dalle cronache come il caso Crediveneto, banca posta in liquidazione coatta amministrativa il 7 maggio 2016 con provvedimento del Ministro Padoan alla vigilia dell’assemblea dei soci.

“Sul caso, assieme al collega veronese D’Arienzo, ho già interrogato il Ministro – spiega la parlamentare PD – in particolare chiedendo se gli organi di vigilanza abbiano fatto tutto quello che era nella loro facoltà per controllare l’operato dell’istituto, dato che, pur avendo portato in approvazione un bilancio 2015 che portava il patrimonio della banca da 120 a 40 milioni, prima della assemblea dei soci convocata per l’8 maggio 2016, non vi era stata nessuna allarmistica comunicazione degli istituti della Banca d’Italia che potesse far presagire la decisione presa dal Ministro.”

“Questa decisione va chiarita totalmente – conclude l’on. Narduolo – risparmiatori, aziende e dipendenti dell’istituto aspettano tutti i chiarimenti che, ad oggi, non sono stati forniti. Sarà mia cura, insieme agli altri colleghi interessati, investire la commissione anche del caso Crediveneto qualora, come credo, il caso risultasse parte dell’oggetto di indagine della commissione.”