SR 10: la storia infinita e le tante (diverse) responsabilità

A quanto pare si chiuderà con un annunciato colpo di scena l’ennesima e snervante – se non deprimente – puntata sul completamento ‎della Strada Regionale 10. ‎
In pratica, in numerose riunioni intervenute nel corso di quest’anno, il raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario della concessione per realizzare e gestire la SR10 nei prossimi 38 anni (gestione che prevedeva addirittura il pagamento del pedaggio per i residenti) ha chiesto di poter svolgere ulteriori approfondimenti prima di firmare il contratto di concessione.‎
Questi approfondimenti di fattibilità (da notare che non esiste ancora un progetto definitivo e sono passati 4 anni dall’aggiudicazione avvenuta il 19 novembre 2013) sarebbero necessari per vari motivi, tra cui la necessità di redigere un nuovo SIA (studio di impatto ambientale) visto che sono trascorsi 5 anni da quello originario (2012) e, soprattutto, il fatto che così come (non) è strutturato il progetto e conseguentemente il piano economico e finanziario (che peraltro nessuno ha mai visto), l’opera non sarebbe “bancabile”, vale a dire che le banche non credono nella sua remuneratività.

Ma facciamo un passo indietro: cinque anni fa sembrava che l’accordo pubblico-privato con lo strumento della concessione (project financing) fosse l’unica scelta possibile per costruire la strada e i sindaci furono indotti ad accettare questa possibilità, ingoiando il rospo tremendo del pedaggio. 
Poi abbiamo assistito ai balletti di cifre sul bilancio regionale e alle “sfilate” di politici regionali durante tutte le campagne elettorali che annunciavano come imminente la firma del contratto di concessione e di conseguenza l’avvio dei cantieri della nuova strada, mentre chi, un paio d’anni fa, segnalava l’immobilismo sospetto della Regione seguito alla gara del 2013 veniva additato come strumentalizzatore. 
Ora siamo alla vigilia del “grande annuncio”: con ogni probabilità oggi pomeriggio la Regione verrà a dire ai sindaci della bassa padovana che la ditta aggiudicataria vuole tirarsi indietro e quindi annullerà il project financing, togliendo i soldi che aveva messo a bilancio perché chi ha vinto la gara non può farsi finanziare dalle banche !
Fiutando l’amaro epilogo, qualche sindaco aveva pensato di organizzare manifestazioni estemporanee di protesta contro la Regione (che peraltro ha sempre difeso a spada tratta). 
C’è da chiedersi se stiamo assistendo a una tragedia o a una farsa.
Infine, oggi leggo sui giornali che, se viene meno il project financing, i sindaci vorrebbero chiedere alla Regione di farsi carico interamente del costo di realizzazione dell’opera. Benvenuti! E’ stata la sottoscritta, ancora nel mese di aprile di quest’anno, a lanciare per prima la proposta di cancellare il project financing e di impegnare direttamente la Regione nella costruzione della strada (cfr. gli articoli pubblicati su Mattino, Gazzettino e notiziari locali). Fa piacere che dopo diversi mesi di silenzio e di apatia tutto ad un tratto alcuni sindaci rilancino la mia proposta. Meglio tardi che mai! 

Per quanto tragica possa sembrare la situazione e per quanto deprimente sia stato farsi prendere in giro in tutti questi anni, bisogna pretendere una cosa dalla Regione: che non distragga per nessun motivo le somme che ha messo a bilancio come quota parte per la realizzazione del progetto, ovvero circa 40 milioni. Quei soldi devono restare dove sono, nel bilancio della Regione Veneto, vincolati alla SR 10. 

Mi auguro che tutti i cittadini della bassa padovana, con in testa i sindaci, decidano una volta per tutte di marciare uniti per portare a casa l’obiettivo più importante per questo territorio tanto bistrattato.