L’elezione di Laura Boldrini e Pietro Grasso

Lettera al Mattino di Padova

IL CORAGGIO DEL CAMBIAMENTO, OGNI GIORNO.

 

Viviamo tempi difficili, così difficili che in alcuni frangenti in tanti abbiamo vissuto un senso di smarrimento tale da impedirci anche solo di immaginare una via d’uscita: uscita alla crisi economica, culturale, sociale, di senso. Con il coraggio di cambiare, scopriamo che l’Italia ha le energie per farcela. E che la politica può fare molto, può aiutare, può affiancare l’organizzazione della speranza. Ho vissuto con grande emozione l’elezione dei nuovi presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Piero Grasso; ho percepito nella scelta un cambio di passo. E questo cambio di passo si è già tramutato in azioni forti, concrete: taglio delle rispettive indennità di Presidenti del 30%, stessa riduzione per le altre indennità di ufficio e attribuzioni attualmente previste per i titolari di altre cariche interne (alcune delle quali potrebbero essere del tutto soppresse, come, ad esempio, i fondi per le spese di rappresentanza); riduzione, a partire dal 30% puntando ad arrivare al 50%, alle dotazioni delle segreterie particolari degli stessi titolari delle cariche istituzionali; aumento delle ore lavorative dei parlamentari da 48 ore (dal martedì al giovedì) a 96 ore (dal lunedì al venerdì) nonchè la diminuzione del 30% delle loro indennità, passando dai rimborsi forfettari, a quelli erogati solo in presenza di una giustificazione di spesa dovuta a delle finalità istituzionali; avviamento di una piattaforma di contrattazione, da concertare con i sindacati, per una diminuzione degli alti stipendi dei dipendenti di Camera e Senato, sia in servizio che in pensione. 
Si tratta di misure sostanziali, non semplicemente simboliche, in linea con quanto contenuto nel programma elettorale del centrosinistra e ribadite, alla voce “riforma della politica”, tra gli 8 punti presentati da Bersani per un Governo di cambiamento (tra le cui misure, per esempio, vi è sia la proposta di equiparare lo stipendio dei parlamentari a quelli di un Sindaco di capoluogo di Provincia, sia la riduzione del numero dei parlamentari).
Sono segnali, tangibili, di un desiderio di fare il cambiamento: adesso. Nei giorni delle consultazioni con il Capo dello Stato, nel giorno – il 21 marzo – in cui si celebra ufficialmente la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, mi piace ricordare una frase di don Luigi Ciotti: “Non possiamo limitarci a ricordare, per quanto il nostro dovere sia di non dimenticare. Dobbiamo trasformare la memoria in impegno, denuncia, testimonianza, cambiamento”. Ecco, appunto: cambiamento. Questa parola può diventare il motore che determina una riscossa civica a questo Paese, permettendo di aprire una nuova stagione di opportunità. Decliniamola in tanti modi, ogni giorno, davvero, ciascuno secondo le sue abilità, competenze, possibilità. E facciamolo, il governo del cambiamento.

 

Giulia Narduolo, deputata PD