Centri di meccanizzazione postale

LA DEPUTATA GIULIA NARDUOLO E IL CONSIGLIERE REGIONALE PIERO RUZZANTE, DEL PD, INTERROGANO GOVERNO E GIUNTA REGIONALE AFFINCHÉ INTERVENGANO A FIANCO DEI LAVORATORI DEL SERVIZIO DI MANUTENZIONE DEI CENTRI MECCANIZZATI DI POSTE ITALIANE – SONO TRE IN VENETO: PADOVA, VENEZIA, VERONA – IN AGITAZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEL PROPRIO POSTO DI LAVORO

 

“Governo e Giunta Regionale intervengano per salvaguardare l’occupazione dei lavoratori degli appalti e subappalti del servizio di manutenzione dei centri meccanizzati postali e per valutare la possibile riallocazione presso Poste italiane del personale eccedente”. E’ il PD a chiedere l’intervento delle Istituzioni, attraverso la deputata alla Camera, Giulia Narduolo, e il Consigliere Regionale, Piero Ruzzante, mettendosi a fianco dei lavoratori dei centri meccanizzati di Poste Italiane – ce ne sono tre in Veneto con sede a Padova, Venezia e Verona – da qualche tempo in agitazione a difesa del proprio posto di lavoro.

 

Dicono i due esponenti del PD padovano: “Dal 1 novembre 2013, a seguito di una nuova gara d’appalto indetta da Poste italiane, il servizio di assistenza e manutenzione – che dall’ottobre 2007, per il centro nord del territorio nazionale, era stato appaltato alla Stac Italia srl e per il centro-sud e isole, alla Logos Spa e che allora, a seguito di un accordo ministeriale, si erano impegnate ad assorbire tutto il personale già presente – è stato affidato alla RTI Selex ES (società a partecipazione statale costruttrice di parte dei macchinari utilizzati da Poste) in partnership con la PH Facility (ditta che si occupa principalmente di igiene e sanificazione). Quest’ultima, avrebbe manifestato l’intenzione di ridurre i costi attraverso un drastico ridimensionamento del personale (da 240 a 170 unità), formulando una proposta che prevedeva 170 assunzioni di cui 150 a tempo pieno e 20 a tempo parziale, azzeramento scatti anzianità e di eventuali superminimi. Accanto a questo, i lavoratori delle ditte in appalto hanno lamentato da parte sia della direzione PH, sia di alcuni dipendenti Selex, forti pressioni affinché accettassero l’accordo”.

 

“Nonostante tutto ciò – proseguono Narduolo e Ruzzante – la stragrande maggioranza dei lavoratori non ha accettato le condizioni non dignitose ed ha preferito rimanere, pur sapendo di rischiare il posto di lavoro, in Stac e Logos, ritenendo non sia etico scaricare sui soli lavoratori  il costo dato dallo sconto praticato in fase di gara”.

 

“E hanno ragione da vendere – concludono la Deputata e il Consigliere Regionale – considerato che dal 1 novembre, data in cui PH Facility è subentrata nei centri con un personale sicuramente insufficiente per garantire il servizio già critico, si troverà a muoversi in una situazione di maggior difficoltà a causa dello stato degli impianti che presentano numerose carenze funzionali dovute soprattutto all’ulteriore riduzione della già insufficiente manutenzione. Ricordiamo che, ormai da due anni, parte del personale Stac Logos è a rotazione in CIGO e parte ha applicato il contratto di solidarietà. Succederà che per aggirare l’ostacolo del vincolo di numero minimo di personale previsto dall’appalto, PH ricorrerà a del personale fornito dalle agenzie di lavoro interinale. Un qualcosa di assurdo e paradossale: che senso ha lasciare inoccupati tecnici specializzati per sostituirli con nuove figure da addestrare? Ecco perché chiediamo che, presso la regione Veneto, sia convocato al più presto un tavolo regionale di confronto con Poste Italiane Spa, Selex Es, PH Facility, Logos e Stac e le Organizzazioni sindacali per garantire l’occupazione e gli standard di qualità del servizio postale a vantaggio dei cittadini utenti e della stessa Azienda”.