Interrogazione sui disagi dei treni dei pendolari

TROPPI E CONTINUI DISAGI SUI TRENI PER GLI UTENTI DELLA BASSA PADOVANA: PRONTA UN’INTERROGAZIONE DI GIULIA NARDUOLO (PD) AL MINISTRO LUPI

 

Un’interrogazione a Governo e Ministero dei Trasporti per chiedere se sono a conoscenza dell’autentico calvario quotidiano che devono affrontare giornalmente gli utenti di Trenitalia residenti nella bassa padovana e bassa veronese, che cosa intendano fare per evitarli e infine per chiedere al Ministro Lupi di venire al più presto in Parlamento a fornire informazioni più chiare riguardo alle variazioni – in termini di corse e di orari – dovute dall’entrata in vigore dal 15 dicembre del cosiddetto “orario cadenzato”, visto che come lamentano pendolari, amministratori locali, organizzazioni sindacali e a difesa dei consumatori, a livello regionale si continua a non fare abbastanza chiarezza nonostante manchi poco più di una settimana al cambio di orario. Firmata: Giulia Narduolo.

 

“La situazione ha oltrepassato ogni limite della sopportazione – denuncia l’On. Giulia Narduolo, residente a Megliadino San Vitale – Da settimane, i disagi che da tempo immemorabile continuano a subire i pendolari che si recano verso Padova in treno, hanno toccato dei livelli insostenibili. Non è ammissibile che le persone debbano intraprendere un “viaggio della speranza” quotidiano solo per recarsi al lavoro o all’università! Ieri mattina (5 dicembre, ndr.) chi è arrivato in stazione a Montagnana alle 7.15 convinto di prendere il treno verso Monselice-Padova si è trovato di fronte un tabellone che sembrava un bollettino di guerra: treno delle 7.26 annunciato con 220 minuti di ritardo, treno delle 8 soppresso, treno delle 9 annunciato con un ritardo di 135 minuti. Ma è andata peggio ai viaggiatori che sono stati bloccati in treno per ben 5 ore (!) tra Cerea e Legnago, nella bassa veronese. Il treno ha dovuto alla fine essere rimorchiato e fatto tornare alla stazione di partenza. Almeno il personale ha distribuito dei pacchi per confortare le persone che hanno atteso tutte quelle ore al freddo. Posso capire che guasti tecnici possano capitare una volta ogni tanto, ma non è più tollerabile che siano diventati all’ordine del giorno!”.

 

La condizione già critica dei pendolari della bassa però sta forse per subire un ulteriore contraccolpo. Da stampa e tv nelle scorse settimane abbiamo appreso che con l’entrata in vigore del nuovo “orario cadenzato”, dal 15 dicembre verranno cancellati sia 7 treni diretti dalla Bassa padovana a Padova, dalle 7.29 alle 17.56, sia altri 6 viaggianti in direzione opposta, dalle 9.09 alle 18.45, per un totale di 13 treni cancellati. Spiega Giulia Narduolo: “Con il nuovo sistema quindi i treni in direzione Padova avranno capolinea a Monselice, obbligando i pendolari al trasbordo su un altro treno, probabilmente proveniente dall’Emilia, ancor più probabilmente già colmo di passeggieri. Si aggiungerà così ulteriore disagio al disagio”.

 

“Evidentemente, per Giunta Regionale e Trenitalia, i cittadini della bassa padovana – conclude la Narduolo – sono cittadini di serie B, uguali agli altri solo quando si tratta di pagare il biglietto o l’abbonamento anche se a loro la corsa toccherà sempre farla in piedi e pigiati gli uni sugli altri, sempre sperando che il treno arrivi in orario. L’assessore ai trasporti del Veneto, Renato Chisso, si era impegnato a discutere con utenti, amministrazioni locali, organizzazioni sindacali, i nuovi orari. A pochi giorni dalla loro entrata in vigore ci sono non poche lamentele per un servizio che invece di migliorare molto probabilmente peggiorerà la vita dei pendolari. Il Governo intervenga a favore dei cittadini utenti di Trenitalia del nostro territorio e si attivi affinché si faccia al più presto chiarezza su quel che aspetta loro”.