Giunge al termine l’Anno europeo per lo sviluppo

Il 2015 è stato nominato l’Anno europeo per lo sviluppo* ed è prima volta che un anno europeo verte sulla politica internazionale di cooperazione allo sviluppo dell’Unione europea. Si tratta di un anno decisivo per due motivi:

– gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs) giungono a scadenza;

– la comunità internazionale si riunisce per concordare nuove modalità d’intervento per eliminare la povertà, promuovere lo sviluppo sostenibile e affrontare i cambiamenti climatici (COP21).

Già il 25 settembre 2015 – alcune settimane prima dell’Accordo di Parigi – 193 capi di stato e di governo hanno adottato all’unanimità l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che impegna i Paesi a raggiungere 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) nei prossimi 15 anni.

Il 1 gennaio 2016, quindi, le Nazioni Unite daranno inizio ufficialmente ad un percorso ancora più ambizioso teso ad eliminare, entro il 2030, una serie di problematiche sociali sia nei Paesi sviluppati sia nei Paesi in via di sviluppo, rimarcando che nessuno deve essere lasciato indietro.

I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile prendono le mosse dagli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio e sono i seguenti:

 

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Anche il gruppo dei Socialisti & Democratici al Parlamento Europeo si impegnerà per intensificare il contributo dell’Unione Europea per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

 

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  1. […] sviluppo sostenibile: il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro”, è incentrata sui 17 punti dello sviluppo sostenibile (SDG) che costituiscono la parte essenziale dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite. Questo macro […]

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