La scuola di oggi e domani. Incontro con Luigi Berlinguer

Ieri mattina a Cadoneghe abbiamo tenuto una piacevole iniziativa sulla scuola che ha avuto come ospite speciale il Prof. Luigi Berlinguer, già Ministro dell’Istruzione del Governo Prodi. Alla luce della discussione in corso sui decreti delegati della legge 107 (meglio conosciuta come “Buona Scuola”), abbiamo incentrato la mattinata attorno alle future novità che coinvolgeranno la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. Il mio intervento ha toccato in particolare i contenuti di due decreti, quello sulla valutazione e quello sul sistema di educazione e istruzione 0-6. Le audizioni fatte finora in commissione hanno dato riscontri positivi soprattutto sul secondo testo, il quale rappresenta un investimento notevolissimo (670 milioni di euro in tre anni) mirato a garantire al maggior numero possibile di bambine e bambini dai 3 mesi ai 6 anni l’accesso ai servizi educativi (asili nido, micronido, servizi integrativi) e alla scuola dell’infanzia (statale o paritaria). Poi, per quanto riguarda la scuola primaria, ho illustrato come si stia valutando di sostituire i voti numerici con le lettere o i giudizi e si stia ragionando se eliminare del tutto la “bocciatura”.

A partire da questi elementi, il Prof. Berlinguer ha poi realizzato, come di consueto, un intervento di notevole profondità intellettuale sulla funzione della scuola nella nostra società. Ha evidenziato come oggi, in una fase così delicata, l’istruzione sia da intendersi come un diritto imprescindibile e sia tanto fondamentale quanto lo fu al tempo dell’alfabetizzazione del secondo dopoguerra. Il lavoro, unitamente all’educazione e alla capacità di essere attivi nella società, emerge nello scenario contemporaneo come il tema più sensibile e critico per le nuove generazioni. E Berlinguer ha sottolineato come proprio il rapporto fra l’innovazione del funzionamento della scuola e il mondo del lavoro possa essere determinante per migliorare la condizione dei giovani e delle famiglie. Fra i vari temi da lui toccati, uno in particolare è stato poi più approfondito, perché gli è più caro: lo stimolo della creatività a partire dalla scuola primaria. In una scuola spesso percepita, purtroppo, come schematica e frontale, al lavoro sulle materie tradizionali dovrebbero essere affiancate attività utili a favorire l’espressione e la fantasia degli alunni. Il tutto favorendo un’apertura delle scuole e una vivibilità delle stesse più ampia, che superi la divisione fra l’attività mattutina e lo studio casalingo.

Infine non è mancata una condanna netta al documento dei 600 professori universitari sulla non conoscenza dell’italiano degli studenti. Per Berlinguer l’approccio di De Mauro va tenuto in vita, le strade da percorrere per migliorare l’istruzione dei giovani vanno in direzione contraria all’approccio classista ed elitario che sembra aver spinto chi ha scritto il documento pubblicato nei giorni scorsi. La base di partenza deve essere, ancora una volta, la consapevolezza che l’istruzione è un diritto fondamentale per tutti nella nostra società.