Gestione irresponsabile dei rifiuti in bassa padovana. I sindaci battano un colpo

Ecco quanto ho deciso di dichiarare alla stampa in merito al tema della gestione dei rifiuti nel territorio della bassa padovana:
“negli ultimi giorni la stampa locale ha pubblicato un paio di articoli a dir poco preoccupanti sul nuovo corso della gestione di Padova TRE: prima, a causa di una bolletta dell’energia elettrica “dimenticata”, le strutture della società hanno subito un blackout provocando non pochi disagi ad utenti e cittadini; poi, 250 creditori della società sono stati letteralmente beffati non riuscendo a trasmettere la documentazione relativa ai loro crediti in vista del concordato in continuità a causa di un indirizzo pec sbagliato (sic!) e di una comunicazione mandata il giorno prima per il giorno dopo.
Se questa è l’ineffabile gestione della squadra di super tecnici tanto invocati e tanto lodati dal presidente del Consorzio Padova sud Baldin, mi pare che definire tutto ciò imbarazzante e grave sia un eufemismo.
Così come è molto grave il fatto che si conclude domani il terzo mese del 2017 e ancora non è stata emessa nessuna bolletta agli utenti per il pagamento del servizio asporto rifiuti, che tuttavia è stato eseguito. D’altra parte, con la quasi totalità dei dipendenti messi in cassa integrazione a rotazione – e che peraltro non stanno percependo stipendi o assegni CIG da dicembre – è difficile garantire le attività di gestione ordinaria della società. E la causa di tutto ciò è stata la decisione, avvallata dalla maggioranza dei sindaci del Consorzio, di procedere verso il concordato in continuità per Padova TRE.
Ma la cosa che ha dell’incredibile è la comunicazione giunta oggi ai comuni da parte del Consorzio, dove si avvisa che i piani finanziari 2017 non verranno emessi, considerando pertanto ancora validi i PEF 2016. Ricordo tuttavia che lo scorso anno ben 17 comuni su 52 non hanno voluto approvare i PEF 2016, mantenendo in vigore quindi i PEF 2015, quelli che sono stati accusati di contenere sovrafatturazioni e costi non congrui e che sarebbero al vaglio di Procura e Guardia di Finanza. Perciò, non emettendo i PEF 2017, il Consorzio di fatto “abbuona” a quei 17 comuni dei PEF che lo stesso presidente Baldin ha additato come “corpo del reato”. Un corto circuito che non è la prima volta che accade al Consorzio Padova sud, il quale oltretutto non ha ancora approvato il bilancio consuntivo 2015. Cosa aspetta il presidente Baldin a spiegare finalmente da dove vengono i 21 milioni di costi sospesi individuati e su cui tanto si è disquisito, quasi sempre senza cognizione di causa?
Insomma, mi pare si stia dimostrando in maniera eclatante l’incapacità di gestire Consorzio e Padova TRE ma ciò che preoccupa più di tutto è il silenzio assordante dei sindaci mentre una società di proprietà dei loro comuni viene spogliata e portata sull’orlo del fallimento – probabilmente non a caso -.
Anche il comitato di bacino è fermo: il soggetto che dovrebbe esercitare la funzione di controllo sulla gara e sulla gestione del servizio è ancora bloccato nella sua operatività. Sindaci, se ci siete, battete un colpo.”