Sui PFAS e sulla strumentalizzazione politica di una emergenza grave

Dal momento che mi è stato chiesto, voglio condividere qui quello che avrei voluto dire, per correttezza di informazione, durante la serata sui PFAS del 3 agosto scorso a Montagnana, quando la sindaca non ha permesso a me e alla consigliera regionale Cristina Guarda di intervenire perchè “non erano previsti interventi politici” (?!?). Personalmente, ho chiesto di parlare per correggere un’affermazione falsa della sindaca, cioè quando ha detto (con tono un po’ sensazionalistico) che il Governo non ha stanziato i soldi per realizzare le opere acquedottistiche dedicate all’approvvigionamento di acqua da fonti libere da PFAS. Questo non è vero. I famosi/famigerati 80 milioni del FSC 2014-2020 sono stati stanziati dal CIPE. Se la sindaca mi avesse permesso di intervenire, avrei spiegato a lei e a tutti i presenti che il CIPE non li ha ancora trasferiti alla Regione perchè prima di farlo deve ricevere il cronoprogramma di spesa e i dettagli dei progetti che verranno realizzati. Questo accade con tutti i finanziamenti gestiti dal CIPE. Ora, non pretendo che la sindaca sappia cos’è il CIPE ma se non conosce le cose potrebbe evitare di dare informazioni sbagliate (anche se ci metto la malizia e so che lo ha fatto apposta per scaricare colpe sul Governo e salvare la faccia alla Regione). La palla quindi adesso è in mano alla Regione che deve procedere celermente con la redazione dei progetti che ritiene prioritari (tra i quali evidentemente ci sarà anche il progetto del “tubone” da Ponso a Montagnana, come ha spiegato la direttrice del CVS quella sera) e deve inviarli al CIPE per poi addivenire alla firma dell’accordo di programma. La Regione ha incaricato la propria società Veneto Acque di lavorare ai progetti per questi 80 milioni. Le informazioni quindi bisogna darle tutte e correttamente. Questo è quello che avrei detto, oltre ad informare i presenti che la commissione bicamerale di inchiesta del Parlamento sugli ecoreati verrà in missione a Vicenza a metà settembre specificamente per approfondire la vicenda PFAS. Ne abbiamo parlato proprio i giorni precedenti all’incontro di Montagnana con il presidente, il collega Alessandro Bratti, che ringrazio per avere raccolto le richieste di attenzione avanzate dai parlamentari veneti delle zone coinvolte dall’emergenza (me compresa).