Lettera ai Direttori del Gazzettino e del Mattino di Padova

Alla cortese attenzione dei Direttori del Gazzettino e del Mattino di Padova

Gentile Direttore, 

la campagna elettorale è ormai conclusa e, proprio per evitare che questa mia venisse scambiata per inutile piagnisteo, ho aspettato sino ad oggi prima di scriverLe.

Sono stata deputata della Repubblica dal 2013 ad oggi, ho cercato di portare avanti il mio lavoro con dedizione, impegno e nell’esclusivo interesse dei cittadini in particolar modo del territorio della bassa padovana. 

Naturalmente ho più volte interagito con le redazioni dei giornali ed i vari giornalisti con comunicati stampa e incontri tesi ad evidenziare ciò che di buono ho creduto di fare.

Spesso mi sono chiesta quali fossero i criteri alla base della scelta delle pubblicazioni o delle cestinature. Ho cercato elementi logici che supportassero le scelte che trovavo sulle pagine locali.

Debbo dirLe con franchezza che, ad oggi, non li ho trovati.

Non si tratta di volermi sostituire a Lei o ai Suoi capiredattori naturalmente.

Ciò che Le chiedo è semplicemente per quale ragione in molte circostanze non solo non si sono pubblicate notizie relative al mio lavoro, ma addirittura (negli articoli generali di ricostruzione degli equilibri politici locali o nell’elencazione dei deputati o dei senatori) sono stata considerata praticamente un fantasma. Naturalmente ho un elenco di circostanze in cui questo è accaduto.

Il massimo di quello che io definisco “oscuramento” si è avuto durante questa campagna elettorale.

Credo di essere stata una dei pochi, tra candidati e candidate delle forze politiche principali, a non aver ricevuto sul Suo giornale neanche una riga di spazio esclusivo, una fotografia, l’indicazione agli elettori del significato (per quanto evidentemente ai vostri occhi modesto) della mia ricandidatura.

Eppure – anche di questo naturalmente ho un ricco elenco – di lavoro ne ho fatto in questi anni. Ho seguito con interrogazioni ed interpellanze temi delicati, come i pfas, la scuola, la tutela dei beni culturali e ambientali (mura di Montagnana e castello del Catajo su tutti), ho costruito con gli amministratori locali progetti anche di rilevanza europea come quello sui migranti a Bagnoli. Ho lavorato al riconoscimento della bassa padovana come “area di crisi non complessa“, ho seguito crisi aziendali.

Ecco, ora la campagna elettorale è finita, ma mi piacerebbe un giorno avere solo delle semplici spiegazioni, vorrei capire come cittadina – prima che come politica – sulla base di quali indirizzi si muovono elementi così determinanti come i mezzi di informazione locale.

Ne sarei grata.

Giulia Narduolo‎